mercoledì 28 novembre 2012

Playlist "Resilienza"


Qualche giorno fa ho chiesto un aiuto nel creare una playlist in grado di caricarmi in questi giorni di cambiamenti, qualcosa da ascoltare nei momenti di sconforto che indubbiamente ci saranno.

Non immaginavo di ricevere così tanti suggerimenti: sono davvero grata a coloro che hanno perso 5 minuti per consigliarmi e per mostrarmi il loro supporto.

Ho deciso di intitolarla “Resilienza”, perché è di questo che devo fare scorta in questo periodo.

Voglio elencare qui sotto le mie scelte, magari possono interessare anche a qualcun altro.

Sono tutte canzoni diversissime tra loro e ognuna sa caricarmi in modo diverso.
A volte è bello avere nelle orecchie melodie potenti, altre parole di conforto e di speranza.
  1. Alicia Keys “New Day” 
  2. Muse “Feeling good” 
  3. Ligabue “Ho ancora la forza” 
  4. Cake “I will survive” 
  5. Linkin Park “Burn it down” 
  6. Daft Punk “Harder, better, faster, stronger” 
  7. Coldplay “Fix you”
  8. The Killers “All this things that I’ve done” 
  9. Muse “Uprising” 
  10.  Foo Fighter “All my life” 
  11.  Florence + the Machine “Shake it out” 
  12.  Kasabian “Days are forgotten”
  13. No Doubt “Just a girl”
  14. Bruce Springsteen “Dancing in the dark” 
  15. The Cure “Why can’t I be you?”
  16. The Black Keys “Gold on the ceiling” 
  17. Depeche Mode “But not tonight” 


Fatemi sapere cosa ne pensate, se avete ulteriori suggerimenti, ecc.
Grazie ancora a tutti.


domenica 25 novembre 2012

A.A.A. DJ cercansi per il mio Ipod!!

Donne! Uomini! Ho bisogno del vostro aiuto!

Quest'estate ho deciso di investire nell'acquisto di un Ipod, attrezzo di vitale importanza per una drogata di musica come me.
Inutile dire che nel giro di poco più di tre/quattro mesi l'ho già farcito con 16Gb di Mp3 e Podcast, ma non ne ho mai abbastanza (come tutti i music addicted che si rispettano).

Stamattina ho guardato il calendario e ho realizzato che mancano solo poco più di due settimane al termine del mio contratto di lavoro.
Nell'ultima settimana ho avuto i nervi a fior di pelle perchè ho potuto (finalmente) rendermi conto degli strani sotterfugi che hanno interessato il mio "non-rinnovo".

Non ho voglia di perdermi d'animo - cose migliori arriveranno prima o poi - ed è proprio per questo che ho intenzione di crearmi una playlist d'effetto per i miei ultimi giorni di lavoro. Qualcosa in grado di caricarmi e di motivarmi...qualcosa che mi faccia sentire una giovane amazzone che combatte per il suo futuro.
Qualcosa da riascoltare nei momenti più bui per ricordarmi che non devo permettere ad un lavoro di definire chi sono e stabilire il mio valore umano.

Ecco che cosa ho messo insieme finora:

1 - Alicia Keys "New Day" - Eyes on the wall/ It's now or never at all/ I'm gonna give it my all/ Whether I rise or fall/ I’m gonna give it my all 
2 - Muse "Feeling Good" - It's a new dawn/ It's a new day/ It's a new life/ For me...And I'm feeling good 
3 - Ligabue "Ho ancora la forza" -  fare la partita/ giocando fuori casa/ e dirvi che comunque la mia parte ve la voglio garantire…

Tre canzoni però sono un pò pochine...

Ora ho bisogno del vostro aiuto!
Suggeritemi qualche brano da inserire nella mia playlist, qualcosa che vi ha motivati o vi ha tirato su di morale ;)
Canzoni allegre, tristi, arrabbiate...pop, rock, elettroniche! Sono aperta a qualsiasi suggerimento!

giovedì 22 novembre 2012

I Giardini Margherita di New York



C'è una ragione per la quale esistono i luoghi comuni: perchè – in fondo – sono veri.

Il luogo comune vuole che gli uomini non chiedano mai indicazioni stradali.
Fermarsi, alzare il ditino e domandare "Scusi? Mi sa dire dove...per caso questa è via Pinco Pallino?", deve provocare un dolore pari alla torsione di un testicolo.
Meglio spendere centinaia di euro nell'ultimo modello di navigatore (che all'evenienza si può sempre accusare di non essere aggiornato) piuttosto che chiedere (gratis) qualche informazione.

Capisco che il mostrarsi in difficoltà in una società performante come la nostra sia difficile, ma anche una timida patentata come me, davanti all'ipotesi di perdersi nei pressi di uno dei peggiori bar di Caracas, mette da parte tutta la sua riservatezza e chiede.

Oltre ad appertenere alla categoria dell'Homo Gps, il principe Nero ha una concezione tutta sua della geografia e della disposizione dei paesi nel mondo.
Allontanarsi per più di 10 km dal paesello per lui equivale ad intraprendere un viaggio verso altri continenti.

Sabato – durante un’animato discorso a metà tra politica e fantascienza – mi ha chiesto “Come si chiamano i Giardini Margherita di New York?”
Per chi non lo sapesse, i Giardini Margherita sono un grande parco nel cuore di Bologna.
“Central Park...si chiamano Central Park...” ho risposto ancora sotto shock.

Quando ho raccontato dell’accaduto a due conoscenti (maschi) esternando tutta la mia divertita indignazione, loro mi hanno rimproverata.
“Ma come? Un uomo ti chiede delle informazioni geografiche e tu lo sfotti? Non sai che per il maschio medio domandare è come ammettere una sconfitta? Dovresti sentirti onorata...”

Per rimediare al mio danno domenica sera ho deciso di riconquistarmi la sua fiducia mettendomi nei suoi panni e chiedendo io, questa volta, delucidazioni geografiche.
“Senti maaaa, qual è pure la capitale del Portogallo?”

Posso solo dirvi che ho riso per mezzora (e per questo non lo ringrazierò mai abbastanza).
...Ma non sono sicura che vogliate conoscere la risposta...



A seguito delle numerose richieste, vi informo che la capitale del Portogallo è Rio de Janeiro. Almeno secondo Nero.
Ve lo avevo detto che non l'avreste voluto sapere...

domenica 18 novembre 2012

Non sarà un'avventura


Ultimamente non sono riuscita ad aggiornare il blog e mi scuso coi pochi e fedeli lettori che mi seguono.
I pensieri se ne stanno come pagine appallottolate nella mia testa: a volte non voglio stendere il foglio e vedere cosa c’è scritto, o forse non ne ho proprio la necessità perché so perfettamente quello che ci leggerei.

E’ stato un periodo emotivamente intenso e stressante.
Tra meno di un mese il mio contratto di lavoro scadrà e nessuno mi ha ancora detto se verrò assunta a tempo indeterminato, se avrò un altro contratto per un anno o se me ne starò a casa.
Il fatto che non ci sia anima viva che vuole/può darmi informazioni in merito, mi fa pensare che non ci siano buone prospettive per me.

Lo stress lavorativo e la paura per il futuro mi hanno allontanata da Nero e dalla mia famiglia. Il loro incrollabile ottimismo è come uno schiaffo in faccia. Che cazzo c’è da essere ottimisti?
Io me ne sto qui ad aspettare il giorno del giudizio e loro sembrano avere la risposta a tutto!

La realtà è che mi sento colpevole.
Sono un’adultera: ho tradito l’Elisa diciottenne, i suoi sogni e i suoi progetti. Ho tradito il suo essere tremendamente paracula nei confronti della vita e delle persone, il suo farsi una risata davanti ai piccoli e grandi problemi della vita.
E tradire sé stessi per paura di fallire o per compiacere gli altri è il peggior tipo di tradimento che una persona possa commettere.

E’ lì che ti monta la rabbia, perché ad un certo punto hai smesso di avere il coraggio di affermare che la vita è solamente tua. Che gli amici, gli amori, la famiglia hanno un pezzo del tuo cuore ma non possono decidere per te.
Che non devi permettere agli sguardi e ai giudizi della gente di definire chi sei.
Ti chiedi: da quando ho smesso di lottare per realizzare la vita che ho sempre desiderato? E da quando sono diventata un soprammobile?

Ho iniziato a pensare a come realizzare concretamente il mio Piano A ed è stato bello scoprire che due amiche vogliono buttarsi nella mia stessa avventura, ognuna col suo personale bagaglio di sogni e di aspettative.

Non so dire se in questo momento la prospettiva di rimanere senza lavoro si stia trasformando in una grande opportunità, certo è che non voglio permettermi di buttare via ogni chance che la vita può offrirmi.

Auguratemi in bocca al lupo perché questa è un’avventura tutta nuova!

domenica 4 novembre 2012

Non aprite quella porta (di casa)!


Casa è quel posto dove tutte le tue manie sono custodite gelosamente da quattro muri.
Grazie al cielo nessuno può osservarti mentre metti in pratica quei rituali che sai essere molto imbarazzanti ma che - come dice il buon Ligabue - non puoi smettere mai.

Te ne puoi andare in giro con la maschera spalmata su tutta la faccia a mo’ di Mostro della palude, senza che nessuno ti faccia notare che tra te e il mostro non c’è una grossa differenza.

Puoi indossare il pigiama anche alle 5 del pomeriggio e tute di taglia e colore improponibile, senza essere accusata di sciatteria.
Puoi farti i codini come una delle Spice Girl negli anni ’90.

Nessuno critica i tuoi gusti musicali, cinematografici, letterari e gastronomici.
Puoi tranquillamente spaparanzarti sul divano trangugiando nachos e salsa messicana guardandoti i programmi di Real Time.

Puoi infilarti alle orecchie il tuo Ipod e ripetere la lezione di inglese della BBC con fare molto british, facendo un piccolo inchino al termine di ogni frase.
Puoi provare discorsi davanti allo specchio, oppure fantasticare su conversazioni immaginarie che non avranno mai luogo nella vita reale. Questo senza che nessuno ti prenda per una psicopatica.

Puoi ballare saltando su e giù dal divano, cantare a squarciagola sotto la doccia.

Girare nuda ed esaminare tutte le tue ciccette davanti allo specchio per ore, ripromettendoti che ti metterai a dieta e inizierai ad andare in palestra. Ma questo a partire da domani, ovviamente.
Puoi fare l'interrogatorio ad ogni singolo poro della tua pelle.

Casa è quel posto dove nessuno può criticare le tue pantofole coi gattini.



Ovviamente, per poter fare le suddette cose in tutta sicurezza e tranquillità, serve mettere in pratica alcuni semplici e banali accorgimenti: 
  • assicurarsi che i vicini non siano in casa o che siano molto, molto sordi;
  • tirare le tende, abbassare le persiane, chiudere scuri e tapparelle per non dare spettacolo in tutto il quartiere;
  • spegnere skype o qualsiasi aggeggio possa trasmettere la tua immagine via etere, evitando di fare una videoconferenza sulla pelle a buccia d’arancia;
  • ricontrollare l’agenda così da non essere interrotti da nessuno mentre ci si sta esibendo per il pubblico della Wembley Arena sulle note di “I want you to want me
  • spegnere il cellulare, così da terminare la coreografia finale di Dirty Dancing in santa pace (piombando possibilmente su un muro di cuscini costruito ad hoc)



Stamattina sono uscita sul pianerottolo con le mie pantofole coi gattini…peccato che un signore poco cortese mi abbia guardato male. Mi sa che la sua però è tutta invidia!

…Cazzarola, alla fine neanche in casa propria si può stare un po’ tranquilli!